Lesione del Muscolo Ileo-Psoas: Diagnosi e Trattamento

Dall’anatomia alla diagnosi di lesione del muscolo ileopsoas

La Lesione del Muscolo Ileopsoas è spesso una problematica la cui diagnosi viene fatta tardivamente perché confusa con altre patologie che producono una quadro clinico molto simile, come l’artrosi dell’anca. L’errore più frequente che si fa è minimizzare la sintomatologia descritta dal paziente ed invece che sospettare una lesione dell’ileopsoas ci si limita a descriverlo come infiammato, forse per via della “troppa” importanza dategli dalle nuove pseudoscienze. Di norma la lesione muscolare dell’ileopsoas avviene in seguito ad un trauma sportivo in cui la gamba viene spinta velocemente in flessione, partendo da una posizione in estensione; anche in seguito ad una frattura della testa femorale o pertrocanterica, spesso si riscontra la presenza di una lesione associata dell’inserzione distale dell’ileopsoas. Sopratutto in questo ultimo caso la diagnosi avviene tardivamente perché, in presenza di frattura, si da la precedenza alla riduzione chirurgica di quest’ultima e la lesione muscolare passa in secondo piano.

Ma cos’è il Muscolo Ileopsoas?

lesione muscolo ileopsoas 2Parlando di anatomia il muscolo ileopsoas è un muscolo piuttosto spesso ed abbastanza allungato, costituito da due ventri muscolari: il grande psoas ed l’iliaco, i quali si uniscono a livello distale per inserirsi a livello del piccolo trocantere del femore. Lo Psoas è un muscolo fusiforme che origina dalle prime quattro vertebre lombari e dall’ultima vertebra toracica, dai relativi dischi intervertebrali e dai processi costiformi delle prime 4 vertebre della colonna lombare.  Si uniscono, a livello della fossa iliaca, con il muscolo iliaco che occupa lo spazio della fossa iliaca, formando un tendine unico che, passando sotto il legamento inguinale, si dirige inferiormente per inserirsi sul piccolo trocantere. Il muscolo ileopsoas nel suo complesso flette, adduce ed extraruota la coscia quando prende punto fisso sulla colonna e flette e inclina omolateralmente, e ruota dal lato opposto il tronco, quando prende punto fisso sul femore.

Come facciamo diagnosi di lesione del muscolo ileopsas?

Dal punto di vista clinico il paziente con lesione dell’ileopsoas può presentare distalmente fastidi a livello della colonna lombare, simulando una lombalgia, difficoltà e dolore durante l’estensione e l’intrarotazione femorale, dolore alla palpazione dell’inserzione tendinea distale (se accessibile) e dolore alla contrazione attiva dell’ileopsoas, soprattutto durante la flessione dell’anca. Il dolore è di norma molto acuto e legato al movimento attivo ed in quanto tale provoca come risultato una zoppia di fuga. La Tac e la Risonanza rimangono esami validi per accertare la reale entità della lesione dell’ileopsoas in termini di estensione e dimensioni del versamento associato. Anche l’ecografia rimane un indagine utile come primo approccio alla diagnosi, anche se a volte non chiarificatrice.

Come trattiamo una lesione dell’ileopsoas?

massaggio lesione ileopsoasIl trattamento conservativo è l’unico tipo di approccio previsto, salvo casi particolarmente gravi. Il trattamento è simile ad ogni altra lesione muscolare anche se la gestione potrebbe risultare molto più difficile, data la profondità della zona da trattare. Si inizia con un periodo di riposo, associato eventualmente ad antinfiammatori che risultano per ridurre la componente flogistica della condizione. Terapie fisiche antalgiche, atte a modulare il dolore, come la Tecarterapia, possono risultare utili, salvo restando che bisogna tenere in considerazione la profondità della lesione, ma sopratutto il fatto che non è una terapia validata scientificamente. Massoterapia locale, stretching specifico tardivo, rinforzo muscolare…sono tutti approcci utili ma da eseguire sotto stretto controllo ecografico atto ad evidenziare lo stato della lesione.

Dott. Basile Enzo

20 commenti

Alessandro

Buonasera sono alessandro da livorno circa 5 mesi fa o avuto una lesione con edema al ileopsoas riscontrato tramite una risonanza magnetica o fatto terapie antimfiammatori per 1 mese dopo di che o ripreso a camminare, bicicletta e elittica sono passati 6 mese e tuttora sento che mi tira nella parte alta anteriori all’altezza del retto femorale senza averci il dolore come mi devo comportare?grazie.

    Dott. Basile Enzo

    Salve. Premetto che è difficile per me darle una risposta concreta senza un’accurata valutazione dal vivo. Una lesione muscolare all’Ileo-psoas, come qualunque altra lesione muscolare, necessita di un trattamento idoneo. Un trattamento di un mese basato solo sull’utilizzo di antinfiammatori senza esercizi lo reputo personalmente eccessivo; anche perché la ripresa muscolare in seguito a lesione dovrebbe essere il più precoce possibile, onde evitare la formazione di aderenze durante il processo riparativo. Fatta questa piccola premessa, ad oggi, da quel poco che mi ha descritto, le posso consigliare di eseguire un Training specifico di rinforzo Eccentrico a carico dell’Ileopsoas, al fine di garantire un corretto ripristino della sua funzione, e per maggiore scrupolo (purtroppo non vedendola dal vivo non le posso consigliare qualcosa di specifico) può eseguire un controllo ecografico al fino di evidenziare eventuali alterazioni a livello della matrice muscolare. Il fatto che le sto suggerendo un training di rinforzo non la deve preoccupare dal punto di vista sportivo: può tranquillamente continuare a correre, a condizione che il “tirare” che lei avverte non risulti invalidante o comunque eccessivo.

Nadiapalagi

Buonasera nel 2016 mi sono procurata una distrazione al muscolo psoas. All’inizio ho fatto antinfiammatorio e tecar e riposo per alcuni mesi. Da circa un anno e mezzo faccio stretching specifico. Il problema è che se non mi scaldo bene o se faccio qualche movimento un po più brusco o provo leggermente a intensificare l’attività mi comincia a fare male la zona inguinale con fitte e sensazioni di pressione che durano diversi giorni. È normale? Dovrei indagare ulteriormente? Premetto che la distrazione mi è stata diagnosticata da una semplice ecografia. Grazie

    Dott. Basile Enzo

    A distanza di così tanto tempo non è normale avere un tale quadro sintomatico. Sicuramente è necessario fare ulteriori accertamenti. Mi sento di dirle che non sempre è necessario fare stretching in questo tipo di problematiche.

      ALBERTO

      Dott. Basile approfittando della sua gentilezza le volevo fare una domanda essendo affetto dall’eta Di 3 anni da morbo di perthes, all’eta Di 27 ho impiantato le protesi alle anche bilateralmente. Ora il mio problema più grande rimane la pessima camminata poi continuò a camminare ruotando il bacino con schiena un po’ curva verso avanti, il fisioterapista mi ha consigliato che c vorrebbe un intervento al muscolo Ileopsoas poiché troppo contratto per i troppi anni di inutilizzo, perché la mia flessibilità per allungare la gamba per fare il passo giusto è pari a 0 infatti noto che cammino più sulle punte. Ora la domanda è questo muscolo può essere allungato chirurgicamente? La ringrazio in anticipo per la risposta

      Dott. Basile Enzo

      Salve, e mi scusi per il ritardo nella risposta. La risposta è si.Ci sono approcci chirurgici che mirano a ripristinare correttamente una lunghezza muscolare valida.

    Dott. Basile Enzo

    Più che continuare a fare stretching sarebbe opportuno rinforzare la muscolatura deficitaria. In caso di stiramento/lesione muscolare, il rinforzo graduale è l’approccio migliore. L’allungamento va riservato in una fase successiva all’evento acuto. Immaggino che questa fase sia stata del tutto saltata. Le consiglio di farsi seguire sotto questo punto di vista.

ALBERTO

Dott. Basile approfittando della sua gentilezza le volevo fare una domanda essendo affetto dall’eta Di 3 anni da morbo di perthes, all’eta Di 27 ho impiantato le protesi alle anche bilateralmente. Ora il mio problema più grande rimane la pessima camminata poi continuò a camminare ruotando il bacino con schiena un po’ curva verso avanti, il fisioterapista mi ha consigliato che c vorrebbe un intervento al muscolo Ileopsoas poiché troppo contratto per i troppi anni di inutilizzo, perché la mia flessibilità per allungare la gamba per fare il passo giusto è pari a 0 infatti noto che cammino più sulle punte. Ora la domanda è questo muscolo può essere allungato chirurgicamente? La ringrazio in anticipo per la risposta

Stefano

Gentili dottori, a seguito di una frattura pertrocanterica del femore sto eseguendo da due mesi fisioterapia riabilitativa. Ho sempre però dolore nella zona psoas e il muscolo non ha forza soprattutto associato all’estensione della gamba. 4 fisioterapisti e 2 medici dicono che è solo questione di debolezza e che questa provoca infiammazione. Mi hanno consigliato l’ecografia, voi che dite? Grazie

    Dott. Basile Enzo

    In alcune situazioni è possibile che il dolore al movimento possa recidivare anche per alcune settimane, ciò dipende da molti fattori tra le quali: modalità traumatica, tipologia frattura, lesioni muscolari associate. Consigliabile la l’ecografia e se il dolore persistesse RMN. Cordiali Saluti

Vincenzo

Egregio Dottore Basile, tre anni fa ho subito un’infortunio da carico, non riuscendo più a correre visto che il ginocchio destro lo sentivo non dolorante ma imballato. Dopo controlli e risonanza mi è stato diagnosticata un’infiammazione della bandelletta che curata a fatto si che continuassi ad avere fastidio all’altezza del ginocchio. Mi è stato consigliato di riprendere a correre che il fastidio sarebbe scomparso, invece mi è esploso completamente all’altezza del bacino e del gluteo. Da tre anni a questa parte ho fatto visite ortopediche, Rsm lombosacrali, al bacino, rx , osteopati e fisioterapisti, ma ad oggi sono letteralmente disperato non riuscendo più ad avere una serenità quotidiana. provo un continuo fastidio a livello del glutelo e anche inguinale che si riflette lungo la gamba lato esterno, e da qualche mese a livello del diaframma provo una sensazione come se non riuscissi a deglutire. Ho sempre fatto e continuo a fare stretching.. ho fatto palestra ma non ho avuto benefici, e quando li ho avuti, nel senso che il fastidio sembra stesse regredendo dopo una settimana o giù di li il dolore si è rifatto acuto. Carissimo dottore sono molto preoccupato perchè ho solo 40 anni e non riesco più ad avere una serenità oltre che fisica ma anche psicologica tale che mi permetta di andare avanti in maniera tranquilla. Non posso pretendere certamente da lei nulla, ma le voglio chiedere un consiglio sul da farsi ulteriormente, e il caso provare con qualche altro osteopata.. continuare a fare laser…un consiglio. Grazie in anticipo e mi scusi per lo sfogo ma sono veramente demoralizzato.

CARLA

buongiorno, da circa 3 settimane, dopo un trattamento fisioterapico molto intenso, sono affetta da distrazione dell’ileo psoas. non riesco a caricare sulla gamba destra, uso la stampella da due settimane circa e la mia domanda è : quanto tempo ci vuole per la riparazione della distrazione? Sto facendo il laser, devo fare esercizi specifici? Grazie, Carla

    Dott. Basile Enzo

    Bisognerebbe valutare l’entità della lesione per poterle dare risposte certe. Comunque la parte attiva, ovvero gli esercizi, sono il primo trattamento raccomandabile da fare. Il laser, da solo, non basta.

Mauro

Buongiorno dott. Basile, le scrivo per aver un consulto relativamente a quanto da me sofferto, ho eseguito RSM all’anca sx, perché da circa 6 mesi mi fa talmente male da non permettermi di camminare e di conseguenza lavorare.
Questo è il referto eseguito all’ANCA SX:
INDAGINE ESEGUITA IMPIEGANDO SEQUENZE TSE, SPAIR E STIR CON IMMAGINI ACQUISITE SECONDO PIANI DI SCANSIONE ASSIALI E CORONALI.

SI OSSERVA IMBIBIZIONE EDEMATOSA DELLA GIUNZIONE MIO-TENDINEA E DEL TENDINE DEL MUSCOLO ILEO-PSOAS IN POSSIMITA’ DELL’INSERZIONE SUL PICCOLO TROCANTERE FEMORALE, A CARATTERE MIO-ENTESETICO.
REGOLARI LA MORFOLOGIA, IL PROFILO CORTICALE E L’INTENSITA’ DI SEGNALE DELLA TESTA FEMORALE.
NON EVIDENTE SIGNIFICATIVO INCREMENTO DELLA QUOTA FLUIDA INTRA-ARTICOLARE COXO-FEMORALE.
NORMALE IL SEGNALE DELLE RESTANTI STRUTTURE MIO-TENDINEE COMPRESE NELL’ESAME.
COLLATERALMENTE SI APPREZZA MARCATA IPERTROFIA ADENOMATOSA DEL LOBO MEDIO DELLA PROSTATA CHE DETERMINA UNA MODERATA IMPRONTA SUL PAVIMENTO VESCICALE.
Purtroppo ho girato vari dottori, chirurgici e ortopedici, ma senza successo nella soluzione, adesso sto eseguendo delle infiltrazioni e vorrei essere sicuro, visto che non sto potendo lavorare da circa 6 mesi, che sia la cura adatta al mio caso, sono alla terza infiltrazione ma non vedo miglioramenti, il problema si ripercuote anche in parte sulla colonna vertebrale.
Grazie per le info che mi potrà dare, con l’occasione la ringrazio e la saluto cordialmente.

Mauro

Carla

Buongiorno sono Carla e mi scuso se scrivo per la seconda volta
Il 9 settembre ho fatto un trattamento troppo intensivo che mi ha provocato la distrazione dell’ileopsoas Ho fatto laser e tecar ma.a tutt‘oggi nn riesco a caricare sulla gamba dx per il dolore Ho anche artrosi all’anca e mi chiedo cosa devo fare oltre a quello che ho fatto x riprendere a camminare Sono passati quasi due mesi
Grazie se potete rispondermi

ALESSANDRA

SALVE DOTTORE HO LA SEGUENTE DIAGNOSI DA DOLORE INIZIATO L’ 8 APRILE : area fusiforme iperecogena con dimensione 3×2 cm riferibile a processo riparatrice di lesione distrattiba. Sto male da 2 mesi e solo ieri ho saputo il motivo cosa mi consiglia di fare? Posso camminare?

Samuel

Salve dottore ho 15 anni e ho avuto una distrazione muscolare con lesione di primo grado dell’ileopsoas in sede inserzione distale.
Mi é stata riscontrata un mese fa e sento ancora dolore.
In questo mese sono stato a riposo assoluto e non capisco perché il dolore non sia passato
Grazie.

Giuseppe Di Geronimo

Buonasera dottore ho ritirato la rmn e sul referto vi è scritto in via collaterale, ai limiti del campo di vista, sembra apprezzarsiuna formazione a contenuto fluido localizzata anteriormente al muscolo grande psoas di destra, all’altezza di l 4, di circa 3 cm di diametro massimo:il reperto non può essere interpretato con tale esame e necessita di valutazione con esame rmn dell’addome ma che è e cosa c’entra l’addome

lisa

salve…..mio marito circa un mese fa ha subito un intervento: rimozione neoplasia retroperitoneale….siccome la formazione era in mezzo allo psoas il chirurgo ha dovuto tagliare 3 legamenti, poi ricuciti, cosi almeno ci ha detto…..purtroppo mio marito ora cammina con difficolta’, nn riesce ad alzare la gamba dall inguine, piega il ginocchio e il piede, ma se deve fare movimento è costretto ad alzare anche tutto il bacino……in osped gli hanno presvcritto della fisioterapia passiva dopo almeno un mese dall operazione…….volevo capire il tipo di fisiotrp e se la stessa sara efficace, e che il problema si superi tornando a camminare normalmente………..grazie!!!!

Giuliano Brocchi

Buon giorno . Posso cortesemente domandare se ha esperienza di ematoma psoas dopo vertebroplastica da osteoporosi L1 e D12- ed eventuale terapia Grazie.

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