FIBROMIALGIA – Cos’è e come si manifesta

La fibromialgia è una malattia ancora non riconosciuta in Italia, caratterizzata principalmente da dolori muscoloscheletrici diffusi, rigidità, parestesie, affaticabilità e disturbi del sonno. La malattia è nettamente prevalente nel sesso femminile e non correlata a particolari etnie, climi o paese. La prevalenza effettiva, calcolata secondo i criteri dell’American College of Rheumatology, è risultata di circa il 3,4% nelle donne e dello 0,5% negli uomini, con un picco sopra i 50 anni di età anche se si riscontrano casi anche di fibromialgia infantile.

La-fibromyalgie-une-maladie-que-lon-peut-confondre-avec-larthritePatogenesi
Nella fibromialgia sono stati ipotizzati numerosi meccanismi patogenetici alla base della sintomatologia dolorosa ma l’unico reale meccanismo patogenetico evidenziato in tutti i soggetti sottoposti a studio è un disturbo del sonno, per la precisione un alterazione della fase 4 del sonno (sonno non REM). Bassi livelli di serotonina sono stati ritrovati nel liquido cerebrospinale (liquor) in pazienti con fibromialgia, suggerendo che un deficit della serotonina possa essere coinvolto nella patogenesi della malattia. Sono stati inoltre evidenziati nella ricerca bassi livelli di ormone della crescita, elemento fondamentale nella riparazione muscolare e nel potenziare la forza. Anche quest’ultimo è maggiormente secreto dalle ghiandole apposite prevalentemente nella fase 4 del sonno.
La sostanza P, un neurotrasmettitore i cui livelli risultano notevolmente aumentati nei pazienti con fibromialgia, potrebbe invece fungere da mediatore per la diffusione del dolore muscolare.
I pazienti fibromialgici presentano inoltre una ridotta risposta cortisolemica allo stress, suggerendo un’alterazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Si è ipotizzato che disturbi del sistema nervoso autonomo possano essere ulteriori attivatori nella patogenesi della fibromialgia (ipotensione ortottica, tachicardia a riposo, sensibilità al freddo e sintomi di Raynaud-simili sono degli esempi di tali disfunzioni).
Altre ipotesi coinvolgono un’anomalia nella modulazione dei normali stimoli somatosensitivi che riescono a superare la soglia di attivazione del dolore anche con stimoli irrilevanti.
Molti pazienti con fibromialgia presentano anche disturbi di carattere psicologico(ansia, depressione, ipocondria), anche se ad oggi non è ancora chiaro se alcuni di questi fattori siano una risposta al dolore cronico o se la fibromialgia dipenda da essi.

Manifestazioni cliniche
La sintomatologia è caratterizzata da dolore, rigidità muscoloscheletrica, astenia. I pazienti possono lamentare dolore lombare, irradiazioni dolorose agli arti inferiori, dolori cervicali e manifestazioni algiche anche dopo sforzi lievi,ed un certo grado di dolenzia muscolare è sempre presente. Il dolore è spesso descritto come urente o tormentoso, o come una contrattura dolente e irritante; può spesso iniziare in una singola regione per poi irradiarsi in tutto il corpo. Nonostante questi svariati sintomi spesso le indagini radiografiche non presentano mai referti rilevanti in grado di giustificare la sintomatologia in modo obiettivo.
La rigidità è prevalente al mattino per poi ridursi nel corso della giornata, anche se in molti casi viene avvertita incessantemente durante tutto l’arco della giornata, anche se si è a riposo.
I pazienti riferiscono di svegliarsi già stanchi e di sentirsi spesso esausti senza apparente motivo.
La cefalea è un sintomo comune.
I “tender points” attivi sono un segno clinico prevalente nelle persone affette da fibromialgia: sono particolari punti nel corpo particolarmente dolorosi alla pressione rispetto ai tessuti circostanti. Spesso sono presenti dei noduli sottocutanei nella zona di localizzazione dei tender points, caratteristica che li rende ancora più doloranti alla palpazione.
Il decorso della fibromialgia può essere estremamente variabile. I sintomi possono essere estremamente variabili e fluttuanti, mentre in altri dolore ed astenia rimangono costanti nonostante le terapie mediche.

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Diagnosi
Dal punto di vista clinico la diagnosi di fibromialgia si fa dopo essersi accertati della presenza di almeno 3 mesi di dolore muscoloscheletrico e alla dimostrazione di dolorabilità di almeno 11 tender points su 18; tuttavia non tutti i pazienti rientrano precisamente in questi criteri. L’esame muscolo-scheletrico e quello neurologico devono apparire normale come anche le normali analisi di laboratorio per poter escludere in maniera sicura la presenza di altre patologie che potrebbero essere la causa della sintomatologia avvertita dal paziente. Nei pazienti con fibromialgia si riscontra la possibilità che possano essere positivi al test per gli anticorpi anti-nucleo (ANA), tuttavia questo non può essere considerato un valore predittivo efficace se preso solo come unico elemento di diagnosi.

Trattamento
I pazienti dovrebbero avere bene in mente che la loro condizione non è paralizzante, deformante o degenerativa al pari di altre malattie autoimmunitarie. Il primo passo suggerito a livello medico è quello di migliorare la qualità del sonno. A tale scopo vengono prescritti di norma anti-depressivi tricicli o sostanze simili, somministrati a dose specifiche per ridurre gli eventuali effetti collaterali.
Altri trattamenti complementari di indubbio giovamento sono stati dimostrati essere l’ipnosi, tecniche di rilassamento, yoga. Due tra i principali obiettivi del trattamento della fibromialgia dal punto di vista riabilitativo sono le tecniche di stiramento muscolare e di allenamento dei muscoli dolenti e l’incremento graduale dell’allenamento aerobico anche se il paziente può essere diffidente e riluttante ad esercitarsi se ha già dolore e se si sente stanco. Questo tipo di training può inoltre essere affiancato efficacemente a sedute di terapia manuale dei tessuti molli mirate al trattamento delle zone di maggior dolenzia nel paziente.

Se vuoi approfondire leggi anche l’ articolo sul mio blog dedicato esclusivamente alla Fibromialgia cliccando qui.

Dott. Basile Enzo

2 commenti

MicheleCT

Come promesso, provo a confrontarmi su qualche affermazione, cercando di portare il punto di vista di un reumatologo.

“La fibromialgia è una malattia ancora non riconosciuta in Italia”
In realtà è riconosciuta, diagnosticata, trattata, e conosco almeno 5 centri che si occupano solo di quello. Perfino ad Aosta c’è un ambulatorio specifico per la fibromialgia. Se intendi che non esiste un codice di esenzione, considera che è solo un mero motivo economico: non c’è neppure per l’osteoartrosi o la bpco, malattie anche più diffuse.

“non correlata a particolari etnie, climi o paese”
La correlazione c’è, ed è dimostrato chiaramente anche un trend nord sud. Persino i comuni indici della artrite reumatoide trovano difficoltà nell’applicazione nel sud d’Europa per via della prevalenza della malattia e del peso relativamente aumentato dei PRO. Anche nella stessa Italia c’è una certa disomogeneità.

“l’unico reale meccanismo patogenetico evidenziato in tutti i soggetti sottoposti a studio è un disturbo del sonno”
Sono decine i meccanismi associati. Il sonno è uno di questi. Si parla sempre e comunque di associazioni. Il rapporto causa effetto ad oggi non è dimostrato bene per nessuno di loro, nemmeno per il sonno.

“un deficit della serotonina possa essere coinvolto nella patogenesi della malattia”
È solo un’associazione, non un rapporto causa effetto. Differenze nella serotonina ci sono in vari disturbi dell’umore. Non essendoci differenza tra la fibromialgia e i disturbi somatoformi (secondo i più), la correlazione con la serotonina è scontata.
Attenzione, non sto riducendo la fibromialgia ad una patologia psichiatrica. Sarebbe riduttivo. Sono solo due approcci specialistici alla stessa cosa.

“La sostanza P, un neurotrasmettitore i cui livelli risultano notevolmente aumentati nei pazienti con fibromialgia”
La sostanza P è solo uno dei più classici mediatori del dolore. La correlazione era scontata, e gli studi sulla sostanza P nella fibromialgia sono serviti solo pur pubblicare, senza importanza scientifica nella maggior parte dei casi.

“Si è ipotizzato che disturbi del sistema nervoso autonomo possano essere ulteriori attivatori nella patogenesi della fibromialgia”
Ancora una volta è una associazione, mai un rapporto di causa effetto. Pur esempio il dolore stesso causa disturbi autonomici. Anche molte patologie psichiatriche lo fanno.

“Nei pazienti con fibromialgia si riscontra la possibilità che possano essere positivi al test per gli anticorpi anti-nucleo (ANA), tuttavia questo non può essere considerato un valore predittivo efficace se preso solo come unico elemento di diagnosi.”
In realtà la positività ANA secondo alcuni può essere un criterio di esclusione dalla diagnosi. Questa idea è fuorviante e si basa su due studi molti dibattuti in cui verosimilmente era semplicemente scelto male il campione.

“Il primo passo suggerito a livello medico è quello di migliorare la qualità del sonno. A tale scopo vengono prescritti di norma anti-depressivi tricicli o sostanze simili”
Non è questo il motivo per cui si usano gli anti depressivi, che peraltro hanno effetto più che altro indiretto sul sonno. Il sonno non è il primo passo ma uno dei tanti.

Alcune mie note:
La diagnosi di fibromialgia è di esclusione, e per questo molto onerosa, in termini di tempo, stress per il paziente ed economicamente. Inoltre è di difficile accettazione per il paziente, il che complica la cosa e spinge a cercare altrove risposte più consone alle proprie aspettative, spesso da ciarlatani. Si associa molto spesso alle patologie croniche, incluse quelle autoimmuni, rendendo difficile il discernimento dei sintomi. Si associa ai mille altri disturbi somatoformi, simulando spesso altre patologie e rendendo difficile scoprire le medesime quando si presentano.
La terapia è molteplice e volta ad agire su ogni singolo aspetto, dal sonno all’umore, alla forza muscolare, all’attivazione mentale e fisica, al dolore, alla contrattura.

Spero di essere stato chiaro come sei stato tu nelle e-mail e nei tuoi articoli.
PS. Grazie per l’articolo sulla epicondilite.

    Fisiosport

    In primis ti volevo ringraziare per la pazienza e la precisione con la quale hai corretto le inesattezze contenute nel mio Post, scritto solo sulla base delle mie conoscenze da Fisioterapista, indubbiamente limitate e non all’altezza di un Medico esperto nel settore. Il parere di un Reumatologo è sempre ben accetto in matera e sopratutto illuminante sotto ogni aspetto.

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