La Spalla negli Sport Over-Head: dalla Biomeccanica del Lancio ai Principi della Riabilitazione

Una corretta Biomeccanica nel Cingolo Scapolare è un presupposto fondamentale in tutti gli Sport Over-Head, quali possono essere la Pallavolo, il Tennis, il Baseball, ecc.. I movimenti ripetuti della spalla nel gesto atletico della schiacciata, battuta o lancio che sia, sottopongono ad enormi stress le strutture muscolari ed articolari della spalla, anche se non bisogna dimenticare che il gesto atletico che andremo ad esaminare coinvolge in realtà l’intero corpo. Questa che seguirà è una piccola guida per il paziente per capire quali sono le componenti fondamentali del Gesto Atletico eseguito e come poterlo riabilitare correttamente.

Biomeccanica 

Throwing FasesPartiamo con una breve descrizione su come si svolge il gesto del lancio. Anche se ci sono delle variazioni legate alla tipologia dello sport praticato inerenti al gesto tecnico, le fasi del Lancio possono essere suddivise schematicamente in 4 tappe fondamentali, le quali possono essere suddivise in altre fasi, ma in questa sede ci limiteremo a descrivere brevemente solo quelle fondamentali, utilizzando la terminologia inglese, più utilizzata in ambito clinico: wind-up, Cocking, Acceleration, Follow-through. Anche se le immagini che riporteremo saranno maggiormente riferite al Baseball che risulta essere più esplicativo, le stesse considerazioni si possono fare anche per gli altri Sport.

WIND-UP

Nella Prima Fase andiamo a gettare le basi su quello che sarà il Gesto atletico che andremmo ad effettuare: la componente fondamentale è la rotazione, più o meno accentuata a seconda dello Sport eseguito, di tutto il corpo: in questa breve fase i muscoli della spalla sono relativamente inattivi.

COCKING 

Anatomia Spalla
Anatomia Spalla

In questa fase tutti i segmenti corporei, spalla compresa, si preparano a quello che sarà poi il vero e proprio Lancio, una sorta di Caricamento al movimento che andremo ad effettuare. La spalla si posiziona in un posizione di abduzione, con una componente di estensione sul piano orizzontale ed extrarotazione, quest’ultima normalmente forzata rispetto a quelli che sono i normali range articolari. Dal punto di vista muscolo-articolare, durante questa fase preparatoria la scapola è completamente retratta, l’acromion (porzione ossea della scapola che si estende supero-lateralmente ad essa) si eleva, la capsula articolare anteriore della spalla si tende accumulando energia elastica, i rotatori interni si ritrovano in posizione di allungamento. Tutte queste componenti vanno a sollecitare in maniera importante tutto il compartimento anteriore, sottoponendo ad un elevato carico quelli che sono i legamenti e le porzioni della capsula articolare che servono da “freno” all’articolazione e che ne impediscono la lussazione (in particolare la porzione antera-inferiore della capsula articolare e il legamento anteriore ed inferiore glene-omerale).

Extrarotazione Forzata nel Lancio
Extrarotazione Forzata nel Lancio

Data la notevole mole di carico al quale sono sottoposte queste strutture, e data la continua ripetizione del gesto del lancio durante la pratica sportiva, nel tempo questi legamenti tendono a diventare “più lassi” portando ad una leggera instabilità. La parte finale del movimento di Cocking prevede il coinvolgimento anche del tronco che ruota dal lato del braccio utilizzato nel lancio.

ACCELERATION

Questa fase, dal punto di vista sportivo forse la più importante, è la più rapida di tutta la sequenza. Tutta l’energia accumulata precedentemente viene rilasciata e contemporaneamente vengono attivati in maniera esplosiva tutti i muscoli che vanno a contribuire alla fase di intrarotazione a livello della spalla: sottoscapolare, gran pettorale, gran dorsale e grande rotondo in primis). Questo genera grandi stress all’interno dell’articolazione e di conseguenza tutti i muscoli che vanno a comporre la cuffia dei rotatori intervengono in maniera importante per mantenere la testa omerale in sede. Problemi o disfunzioni muscolari possono portare ad una incoordinazione tra i muscoli della cuffia e diminuire l’efficenza del compartimento anteriore della spalla nel svolgere il suo ruolo di protezione.

FOLLOW-THROUGH

Follow-Through
Follow-Through

In questa fase tutti i muscoli sono impegnati nell’azione di decelerare l’arto. La loro contrazione eccentrica funge da freno nell’intrarotazione dell’arto superiore; i muscoli maggiormente coinvolti a questo scopo sono gli stabilizzatori della scapola e le fibre posteriori del deltoide.

Tutte queste fasi per essere eseguite in maniera ottimale necessitano di alcuni presupposti fondamentali: la scapola deve fungere da base stabile per i movimenti dell’omero e per l’inserzione dei muscoli della cuffia; deve poter scorrere liberamente lungo la gabbia toracica; deve essere in grado di elevarsi e ruotarsi esternamente durante i movimenti di abduzione. In ultima analisi l’articolazione scapolo-toracica è il primo elemento fondamentale di tutta la dinamica del lancio. Se solo una delle componenti che vanno a creare questo movimento è compromessa posso insorgere problematiche di diverso genere che predispongono nel lungo termine l’atleta all’infortunio.

Principi di Trattamento

Questo genere di atleti rappresentano una vera sfida nel campo della Riabilitazione Sportiva, con caratteristiche fisiche uniche derivate dalla pratica sportiva in cui competono. I ripetuti microtraumi che vengono provocati a livello della spalla durante i movimenti di schiacciata o lancio superano i limiti fisiologici dei tessuti capsulo-legamentosi della spalla stessa.

Di conseguenza, diventa imperativo enfatizzare la cura ed il trattamento di questi atleti. Gli infortuni e le dolenzie a questo livello occorrono come conseguenza alla fatica muscolare, debolezza muscolare, sbilanciamento tra i vari muscoli, alterazioni nel meccanismo del lancio, o un’alterata stabilità statica tra le varie strutture. Un adeguato programma di trattamento è necessario allo scopo di prevenire questo genere di alterazioni. Nonostante ciò, non sempre è possibile prevenire gli infortuni, ma con un adeguato programma di preparazione è possibile ridurne statisticamente l’insorgenza.

Extrarotazione ed Intrarotazione
Extrarotazione ed Intrarotazione

I principi che bisogna seguire in un piano di prevenzione e/o trattamento sono:

1. Mantenere il Range di Movimento: la spalla che esegue il gesto atletico possiede in media un’eccessiva rotazione esterna ed una ridotta rotazione interna rispetto alla controlaterale, ed in genere l’escursione totale derivata dalla somma delle due è minore rispetto all’arto non utilizzato in fase di lancio o schiacciata;

Rinforzo e Controllo Motorio
Rinforzo e Controllo Motorio

2. Enfatizzare la Forza Muscolare nei Muscoli della Cuffia dei Rotatori e della Scapolo-Toracica: siccome la dinamica del lancio va a stressate in maniera importanti tutte le strutture che provvedono alla stabilità statica e dinamica, è imperativo andare a rinforzare tutti i compartimenti muscolari in maniera idonea;

3. Enfatizzare la Stabilizzazione Dinamica ed il Controllo NeuroMuscolare: l’eccessiva mobilità e la compromessa stabilità statica dell’articolazione gleno-omerale predispone alla comparsa di lesione a livello del labbro glenoideo e delle strutture muscolo-tendinee. Una efficiente stabilizzazione dinamica ed un corretto controllo neuromuscolare è necessario per prevenire questo genere di problematiche;

4. Training a livello degli arti inferiori e del “Core”: un corretto training muscolare anche a livello degli altri distretti del corpo favorisce una corretta coordinazione tra i vari pattern muscolari.

Ogni piano di riabilitazione per essere efficace deve essere “su misura per l’atleta”. Anche se i meccanismi eziopatogenetici sono simili, molte varianti individuali possono influenzare negativamente il corretto recupero funzionale.

Dott. Basile Enzo

6 commenti

Briannon Yadrick

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Andrea

Buonasera dott. Basile, è possibile usufruire di questo articolo per una tesi di laurea?
Se si, dove posso trovare la sua bibliografia?

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